ZES Unica: opportunità e strumenti per le imprese umbre

ZES Unica: opportunità e strumenti per le imprese umbre

L’introduzione della ZES Unica (Zona Economica Speciale) rappresenta una delle novità più rilevanti degli ultimi anni per il sistema produttivo italiano. Con l’estensione della misura anche a Umbria e Marche, il tema degli incentivi agli investimenti e delle procedure di accesso alle agevolazioni è diventato centrale per molte imprese del territorio.

Proprio per approfondire questi aspetti, Edilizia Lauteri S.r.l. ha promosso l’incontro informativo, che si è svolto l’11 marzo presso Il Pianaccio di San Martino in Trignano, a Spoleto. L’evento ha coinvolto imprenditori, tecnici e professionisti interessati a comprendere in modo concreto il funzionamento della misura e le opportunità che può offrire alle aziende.

L’incontro è stato moderato dall’avvocato Giuseppe Ferraro che, suo intervento introduttivo, ha evidenziato come l’inclusione dell’Umbria nella ZES Unica rappresenti un passaggio significativo per il sistema economico regionale.

Per una regione come l’Umbria, caratterizzata da una forte presenza di imprese manifatturiere, filiere agroalimentari e distretti produttivi, la ZES può rappresentare uno strumento importante per stimolare nuovi progetti di sviluppo.

L’avvocato Gian Luca Laurenzi ha poi illustrato il quadro normativo. La Zona Economica Speciale Unica è stata istituita il 1° gennaio 2024 con il decreto-legge n.124 del 19 settembre 2023, inizialmente destinata alle regioni del Mezzogiorno. Successivamente, con la legge n.171 del 18 novembre 2025, la misura è stata estesa anche a Umbria e Marche

In Umbria sono 37 i comuni inclusi nella ZES, tra cui Spoleto, Foligno, Trevi, Gubbio, Città di Castello, Bastia Umbra, Marsciano e numerosi altri centri del territorio regionale. Nella provincia di Terni rientrano invece Narni, San Gemini e alcune aree del territorio comunale di Terni.

Tuttavia, per accedere agli incentivi l’impresa non deve necessariamente avere sede legale in un comune ZES, purché l’investimento produttivo venga realizzato in una delle aree comprese nella zona agevolata.

La normativa ZES consente di agevolare investimenti produttivi strettamente funzionali all’attività d’impresa, tra cui:

  • macchinari, impianti e attrezzature nuove, essenziali e direttamente utilizzate nel processo produttivo (sono esclusi beni usati, materiali di consumo e beni destinati alla rivendita);
  • immobili strumentali, acquistabili, ampliabili o ristrutturabili, purché strettamente funzionali all’esercizio dell’attività produttiva e nel limite del 50% dell’investimento complessivo;
  • terreni destinati all’investimento produttivo, anch’essi agevolabili entro il limite del 50% del valore complessivo.

La normativa stabilisce che l’investimento minimo deve essere di almeno 200.000 euro e l’importo massimo agevolabile può arrivare fino a 100 milioni di euro per progetto.

Le imprese devono inoltre operare in settori non esclusi dalla normativa degli aiuti di Stato. I settori strategici definiti dalla Regione Umbria sono: meccanica avanzata e aerospazioeconomia verde e sostenibiledigitale e connessionecultura, creatività e qualità della vita.

I principali vantaggi previsti sono:

  • credito d’imposta, con aliquote che variano in base alla regione di investimento e alla dimensione aziendale (piccola, media o grande impresa);
  • possibilità di cumulo con altre agevolazioni, anche in presenza di bandi o finanziamenti già ottenuti;
  • semplificazione amministrativa, grazie all’autorizzazione unica tramite Sportello Unico Digitale ZES;
  • incentivi alle assunzioni, con esonero contributivo per i nuovi dipendenti nei limiti previsti dalla normativa.

Gli aspetti fiscali sono stati affrontati dal dottor Gaetano Chirico, revisore legale con esperienza diretta nelle regioni del Sud Italia.

Il suo intervento ha portato un contributo concreto, basato su casi reali di imprese accompagnate nei processi di investimento, evidenziando come lo strumento abbia già prodotto risultati in termini di ampliamento delle attività produttive e crescita occupazionale.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo del revisore legale, chiamato a certificare la coerenza tra gli investimenti programmati e quelli effettivamente realizzati.

Dal punto di vista operativo, sono state richiamate anche le principali scadenze da rispettare: la comunicazione degli investimenti deve essere presentata tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026, mentre la comunicazione integrativa, relativa agli interventi effettivamente realizzati, è prevista tra il 3 e il 17 gennaio 2027.

Dopo questa fase, l’Agenzia delle Entrate emette il provvedimento che consente all’impresa di utilizzare il credito d’imposta in compensazione tramite modello F24.

Nel corso dell’intervento sono stati inoltre illustrati esempi pratici di gestione delle procedure, offrendo ai partecipanti una visione concreta delle modalità di accesso ai benefici.

In chiusura, il dottor Andrea Pausini ha approfondito gli aspetti più operativi legati alla presentazione delle pratiche ZES, evidenziando come la misura richieda un approccio tecnico strutturato e una forte integrazione tra impresa e professionisti.

Il primo passaggio consiste nella presentazione della richiesta attraverso lo Sportello Unico Digitale ZES, accompagnata da un dossier documentale completo che descriva nel dettaglio il progetto di investimento. In presenza di dubbi o criticità, è possibile ricorrere a una fase preventiva di confronto con lo Sportello, utile a verificare la correttezza della documentazione prima della presentazione definitiva.

Una volta ottenuta l’autorizzazione, l’impresa deve richiedere il CUP (Codice Unico di Progetto), che consente di collegare tutte le spese sostenute al progetto agevolato e di dialogare con l’Agenzia delle Entrate.

Un aspetto fondamentale riguarda la tracciabilità delle spese e la redazione del business plan, che deve dimostrare la coerenza dell’investimento rispetto al credito richiesto e integrare le diverse agevolazioni disponibili.

La normativa prevede inoltre che l’impresa contribuisca al progetto con almeno il 25% di risorse proprie, a dimostrazione dell’effettivo impegno nell’investimento.

La corretta gestione di queste misure richiede competenze tecniche, pianificazione e collaborazione tra imprese e professionisti, elementi fondamentali per trasformare gli incentivi disponibili in investimenti concreti e progetti di sviluppo per il territorio.

A conferma dell’interesse verso il tema, è già in programma un nuovo incontro formativo che si terrà a Gubbio a fine mese, con l’obiettivo di proseguire il confronto e approfondire ulteriormente le opportunità offerte dalla ZES.